Iniziamo dall’ ABC

Prima di imbarcarsi in ogni possibile nuova avventura nella gestione RSU, cerchiamo di stabilire dei punti fissi.

Quando si parla di percentuale di raccolta differenziata, si parla della percentuale di rifiuti che vengono smaltiti tramite questo tipo di raccolta sul totale dei rifiuti prodotti , inclusi cioè il rifiuto urbano secco, i rifiuti ingombranti,…

% racc. diff. = (racc. diff.) / (racc. diff. + raccolta indifferenziata) x 100

Naturalmente resta da stabilire se parliamo di peso o di volume.

Ci aiutiamo con l’utilissimo sito dell’ ARPA: La raccolta differenziata: metodologia di calcolo

Ecco degli obiettivi prefissati ( fonte ARPA FVG ):

“L’articolo 205, comma 1, del D.lgs. 152/06 definisce che in ogni ambito territoriale ottimale (ATO) deve essere assicurata una raccolta differenziata dei Rifiuti Urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti:

a) 35% entro il 31 dicembre 2006

b) 45% entro il 31 dicembre 2008

c) 65% entro il 31 dicembre 2012″

Mi fa piacere attingere al sito dell’ARPA FVG, per riportare la definizione di rifiuto

“La normativa definisce il rifiuto come qualsiasi sostanza od oggetto […] di cui il detentore si disfi, abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi (art. 183, D.lgs. 152/06).

La definizione di rifiuti rimane quindi fondata, come con il precedente Decreto “Ronchi”, sul concetto di “disfarsi”, che costituisce una condizione necessaria e sufficiente perché un oggetto, un bene o un materiale sia classificato come rifiuto.

La natura non conosce rifiuti, intesi come materiali che non possano venir costruttivamente assorbiti e riutilizzati in qualche altro posto nel sistema naturale, ora o in futuro.

I rifiuti pertanto rappresentano una delle principali pressioni create sull’ambiente dall’uomo e soprattutto dalle sue organizzazioni più industrializzate.

L’utilizzo poco efficiente delle risorse naturali ha portato come principale conseguenza la creazione di grandi quantitativi di materiali non più riutilizzabili né dai sistemi industriali, né da quelli naturali e si sono accumulati creando nel tempo notevoli problemi ed inquinamenti.

Con il passare del tempo e con il diffondersi di una sempre maggiore consapevolezza dei problemi derivanti dalla produzione e dalla gestione dei rifiuti è nata l’esigenza di regolamentare con strategie, norme e piani i flussi di materiali in uscita dai nostri sistemi produttivi e dalle nostre case, cercando di prevenirne la produzione e la pericolosità e cercando di gestirli, una volta prodotti, privilegiando il recupero allo smaltimento.” ( http://www.arpa.fvg.it )

Esistono dei dati, a dire il vero non molto aggiornati, sulla produzione di rifiuti e sulla loro racolta nel FVG. Ecco i link sempre dal sito dell’ ARPA:

RSA05_Cap09_RIFIUTI-Parte_I.pdf

RSA05_Cap09_RIFIUTI-Parte_II.pdf

Forse per ignoranza, ma mi è risultato difficile ( al punto che non vi sono riuscito ) reperire dati più aggiornati.

Essendo che la conoscenza costituisce la condizione essenziale per la valutazione e per la formazione di un giudizio critico, ed il conseguente agire, non si capisce perché i dati non vengano elaborati e resi pubblici a livello locale, comunale possibilmente, e pubblicati con cadenza mensile sul sito del comune stesso. La stessa società incaricata dello smaltimento dei vari tipi di rifiuti ( o le società se fossero più d’una ) potrebbe fornire tali dati. Una volta che i dati siano divenuti pubblici, viene meno la fase grigia di offuscamento, occultamento , strumentalizzazione, …, e si possono redigere piani con cognizione di causa valutando i dati storici stessi.

Ho raggranellato alcuni dati ACEGAS ( non molto attuali ma, anche se attualmente ACEGAS non è direttamente coinvolta in Muggia, danno un’idea della situazione. ( Dati ACEGAS )

I valori sono bassi rispetto alla media nazionale, e distanti anni luce dai livelli dei comuni primi della classe.

Se mi fossi sbagliato, prego chi ne fosse a conoscenza di comunicarmi dove reperire i dati stessi.

In ogni modo mi piacerebbe che fosse onere comune, nel suo sito, mettere questi dati a disposizione della cittadinanza ( non dovrebbe essere una voce di spesa troppo grande ).

bm

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