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Esempio : Consorzio Intercomunale Priula (TV)

Venerdì 15 Febbraio 2008

Veloce veloce allego il link al consorzio Priula, creato da alcuni comuni della provincia di Treviso.

Consorzio Intercomunale Priula

Un rappresentante del consorzio è stato a Muggia per una introduzione sulle problematiche affrontate nel contesto del loro consorzio per la gestione dei rifiuti. Come tutti gli esempi, lascia il tempo che trova, e magari trattasi proprio di un riferimento sbagliato per Muggia: se anche fosse, è pur sempre un punto di partenza per discutere e valutare varie soluzioni, ed è soprattutto una realtà (anche economica).

bm

Esempio : porta a porta a Riva di Solto

Venerdì 15 Febbraio 2008

Per allargare le vostre e mie conoscenze, ecco un opuscolo informativo distribuito nel comune di Riva di Solto (Bergamo)

Scarica Opuscolo

Dal sito dello stesso comune impariamo tante belle cose sui rifiuti. Naturalmente la colonna “Dove conferire” si riferisce al comune citato. Anche il “cosa” conferire a raccolta dipende da comune a comune ( si pensi al PVC, che in alcuni comuni non viene raccolto con la plastica).

Tabella esplicativa
Sarebbe interessante sapere ( Chris, aiuto!!! ) che categorie di ‘materiali’, tra quelle riportate sopra, possono essere depositate nei rispettivi cassonetti a Muggia. Con un piccolo sforzo di buona volontà possono apparire dei cartelli con i simboli riportati qui sotto sui cassonetti, magari accanto a tanti bei disegni. Penso che nessuno si sentirà offeso se lo si mette in grado di distinguere tra una latina di alluminio ed una bottiglia in PET.

Chiudo con una nota dolente: su molte confezioni ‘plastiche’ di prodotti italiani, anche di grandi marche, mancano informazioni chiare del materiale che costituisce l’involucro. Un buon passo per l’alfabetizzazione di noi tutti in questo campo sarebbe una bella legge nazionale ( è il momento giusto con l’attenzione, ancora per un po’, attorno ai problemi di Napoli con lo smaltimento ) che obbligasse la stampa di un codice identificativo del materiale sulle confezioni ( e su tutto quello che è soggetto a raccolta differenziata, almeno in linea di principio )

bm

Iniziamo dall’ ABC

Venerdì 15 Febbraio 2008

Prima di imbarcarsi in ogni possibile nuova avventura nella gestione RSU, cerchiamo di stabilire dei punti fissi.

Quando si parla di percentuale di raccolta differenziata, si parla della percentuale di rifiuti che vengono smaltiti tramite questo tipo di raccolta sul totale dei rifiuti prodotti , inclusi cioè il rifiuto urbano secco, i rifiuti ingombranti,…

% racc. diff. = (racc. diff.) / (racc. diff. + raccolta indifferenziata) x 100

Naturalmente resta da stabilire se parliamo di peso o di volume.

Ci aiutiamo con l’utilissimo sito dell’ ARPA: La raccolta differenziata: metodologia di calcolo

Ecco degli obiettivi prefissati ( fonte ARPA FVG ):

“L’articolo 205, comma 1, del D.lgs. 152/06 definisce che in ogni ambito territoriale ottimale (ATO) deve essere assicurata una raccolta differenziata dei Rifiuti Urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti:

a) 35% entro il 31 dicembre 2006

b) 45% entro il 31 dicembre 2008

c) 65% entro il 31 dicembre 2012″

Mi fa piacere attingere al sito dell’ARPA FVG, per riportare la definizione di rifiuto

“La normativa definisce il rifiuto come qualsiasi sostanza od oggetto […] di cui il detentore si disfi, abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi (art. 183, D.lgs. 152/06).

La definizione di rifiuti rimane quindi fondata, come con il precedente Decreto “Ronchi”, sul concetto di “disfarsi”, che costituisce una condizione necessaria e sufficiente perché un oggetto, un bene o un materiale sia classificato come rifiuto.

La natura non conosce rifiuti, intesi come materiali che non possano venir costruttivamente assorbiti e riutilizzati in qualche altro posto nel sistema naturale, ora o in futuro.

I rifiuti pertanto rappresentano una delle principali pressioni create sull’ambiente dall’uomo e soprattutto dalle sue organizzazioni più industrializzate.

L’utilizzo poco efficiente delle risorse naturali ha portato come principale conseguenza la creazione di grandi quantitativi di materiali non più riutilizzabili né dai sistemi industriali, né da quelli naturali e si sono accumulati creando nel tempo notevoli problemi ed inquinamenti.

Con il passare del tempo e con il diffondersi di una sempre maggiore consapevolezza dei problemi derivanti dalla produzione e dalla gestione dei rifiuti è nata l’esigenza di regolamentare con strategie, norme e piani i flussi di materiali in uscita dai nostri sistemi produttivi e dalle nostre case, cercando di prevenirne la produzione e la pericolosità e cercando di gestirli, una volta prodotti, privilegiando il recupero allo smaltimento.” ( http://www.arpa.fvg.it )

Esistono dei dati, a dire il vero non molto aggiornati, sulla produzione di rifiuti e sulla loro racolta nel FVG. Ecco i link sempre dal sito dell’ ARPA:

RSA05_Cap09_RIFIUTI-Parte_I.pdf

RSA05_Cap09_RIFIUTI-Parte_II.pdf

Forse per ignoranza, ma mi è risultato difficile ( al punto che non vi sono riuscito ) reperire dati più aggiornati.

Essendo che la conoscenza costituisce la condizione essenziale per la valutazione e per la formazione di un giudizio critico, ed il conseguente agire, non si capisce perché i dati non vengano elaborati e resi pubblici a livello locale, comunale possibilmente, e pubblicati con cadenza mensile sul sito del comune stesso. La stessa società incaricata dello smaltimento dei vari tipi di rifiuti ( o le società se fossero più d’una ) potrebbe fornire tali dati. Una volta che i dati siano divenuti pubblici, viene meno la fase grigia di offuscamento, occultamento , strumentalizzazione, …, e si possono redigere piani con cognizione di causa valutando i dati storici stessi.

Ho raggranellato alcuni dati ACEGAS ( non molto attuali ma, anche se attualmente ACEGAS non è direttamente coinvolta in Muggia, danno un’idea della situazione. ( Dati ACEGAS )

I valori sono bassi rispetto alla media nazionale, e distanti anni luce dai livelli dei comuni primi della classe.

Se mi fossi sbagliato, prego chi ne fosse a conoscenza di comunicarmi dove reperire i dati stessi.

In ogni modo mi piacerebbe che fosse onere comune, nel suo sito, mettere questi dati a disposizione della cittadinanza ( non dovrebbe essere una voce di spesa troppo grande ).

bm

Iniziamo alzando gli occhi

Venerdì 15 Febbraio 2008

Un paio di settimane fa a Muggia si è tenuto un incontro sul tema “Raccolta differenziata”. Ringrazio Chris per la dritta.

Presenti il sindaco e il portavoce dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico , hanno parlato diversi esponenti di realtà esterne alla nostra di Muggia. Tra gli altri un rappresentante della comunità di San Dorligo-Dolina, che ha formulato alcune considerazioni sull’esperienza del suo comune.

Al centro di tutto stava il tema “Riciclaggio rei rifiuti”, o “Raccolta porta e porta”, o se si vuole “Esempi di raccolta differenziata in Italia”, ma molti dei presenti si aspettavano un incontro sullo “Stato della raccolta RSU a Muggia”, con relative prese di posizione e comunicazione di soluzioni tecniche adottate dal Comune.

Attualmente non si può dire che Muggia non pratichi la raccolta differenziata: esistono isole ecologiche per la plastica, il vetro, la carta ed anche una piazzola ecologica per rifiuti di altra natura e ingombranti ( zona Ospo ). Il punto è stabilire quanto questa raccolta dia frutto in termini di riciclo, e stabilire assieme ( occhio alle parole ) quali siano i risultati che si vogliono conseguire, quali siano i mezzi che intendiamo investire, e soprattutto, quali siano i pro ed i contro delle varie soluzioni.

Ci serve, a mio giudizio, un parere chiaro su cosa chiedere e permettere alle nostre amministrazioni attuali e future ( non si tratta di un problema che si esaurisce in una tornata amministrativa ): un piano serio che possa essere condiviso e la cui realizzazione debba essere conseguita con la partecipazione di tutti i soggetti.

Esistono realtà che ci possono aiutare a decidere. Il mandamento monfalconese, non senza problemi e opposte opinioni, esegue la raccolta porta a porta. I problemi ci sono : nel comune di Staranzano è stato indetto un referendum contro la raccolta porta a porta, e i votanti hanno detto no alla raccolta svolta in questo modo, poi proseguita su richiesta del sindaco ai concittadini stessi. A San Dorligo la raccolta porta a porta sembra una realtà. In una vasta area attorno a Treviso ancora la raccolta porta a porta è lo strumento scelto per affrontare il problema ( 24 comuni si sono riuniti in un consorzio, denominato Priula, per gestire il problema ). A Trieste l’incenerimento è la strada prediletta per lo smaltimento. Esistono impianti di compostaggio oltre confine ( oops, abitudine ). Nell’incontro di cui si parlava sopra, alcune di queste realtà sono state raccontate e spiegate. Ho intenzione di mettere a disposizione di quanti ( 35 ? ) fossero interessati il filmato ( a dire il vero le immagini lasciano un po’ a desiderare, forse mi limiterò a metter l’audio ) dell’incontro. E’ veramente interessante, perché mostra soluzioni diverse a problemi uguali, soluzioni che si debbono adattare a diverse realtà. Quello che emerge è che le strade sono molte, ma risultano più agevoli ed il rapporto benefici/costi è maggiore se si riesce a FARE sistema, unendo gli interessi di aree abitate, comuni, o province, per abbattere gli investimenti.

Una cosa è importante sottolineare: il problema è complesso ed esistono tanti strumenti possibili da comporre in una soluzione che si adatti al territorio. Inoltre il problema può, e deve, essere scomposto in periodi di breve, medio e lungo termine.

bm

La notizia positiva

Lunedì 17 Dicembre 2007

Iniziamo impensabilmente con una notizia positiva: una schiera di cassonetti per la raccolta differenziata è stata situata in via Bembo, all’angolo con via Mazzarei. Si tratta di :

- 3 cassonetti per i rifiuti secchi ( già presenti );

- 1 cassonetto per la raccolta della carta

- 1 cassonetto per la raccolta delle bottiglie di plastica

- 1 cassonetto per la raccolta del vetro

Con l’insediamento di sopra viene a cadere la tentazione per gli abitanti (per altro non giustificata) di nascondere ogni sorta di rifiuto nei cassonetti per i rifiuti secchi.

Voglio qui ringraziare quanti si sono impegnati con segnalazioni ripetute agli uffici tecnici competenti al fine di ottenere il ripristino della piazzola ecologica.

Si tratta di una misura straordinaria volta a calmare il malcontento di un gruppetto di cittadini fastidiosi? Sarebbe interessante analizzare il piano della raccolta differenziata del Comune di Muggia, al fine di pubblicarlo e renderlo noto ai cittadini.

bm